Postmemoria e letteratura per l’infanzia: trasmettere il trauma del bombardamento atomico alle nuove generazioni

Autori

  • Giulia Colelli Alma Mater Studiorum Università di Bologna

DOI:

https://doi.org/10.6092/issn.2785-3233/17013

Parole chiave:

Japanese literature, Hiroshima, postmemory, children's literature, atomic bombing

Abstract

La fine del secondo conflitto mondiale rappresenta per il Giappone un momento di completa rottura, segnato anche dal trauma dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Sono diversi i testi per l'infanzia scritti da autori giapponesi e non che affrontano questa memoria traumatica e che la tramandano alle generazioni successive, contribuendo alla costruzione di una postmemoria (Hirsch 2012) attentamente curata, che trasmette messaggi e sentimenti specifici. Le prospettive dalle quali è raccontata la catastrofe sono diverse: passano dallo sguardo di chi è “vittima” a quello di chi si può considerare “complice”, andando a influenzare il modo in cui la memoria viene tramandata ai giovani lettori. Attraverso l’analisi e il confronto di tre testi per l'infanzia, fra cui Hiroshima no uta (1960) di Imanishi Sukeyuki, questo contributo si propone di esplorare una nuova prospettiva attraverso la quale guardare alla letteratura per bambini incentrata sul trauma del bombardamento atomico, andando ad approfondire il ruolo che questi testi hanno avuto nella trasmissione della memoria storica alle generazioni successive.

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Pubblicato

2023-06-20

Come citare

Colelli, G. (2023). Postmemoria e letteratura per l’infanzia: trasmettere il trauma del bombardamento atomico alle nuove generazioni. DIVE-IN – An International Journal on Diversity and Inclusion, 3(1), 151–168. https://doi.org/10.6092/issn.2785-3233/17013